UNA BARCA IMPAZZITA DI FRONTE A CAPO MELE
Saturday, May 2nd, 2009Ancora una giornata di sole, e fa molto più caldo del giorno prima, meno male. A Ivan per un attimo balena l’idea di proseguire oltre Imperia, ma non osa nemmeno proporlo alla Vale (che ha molta fiducia sia nelle capacità del comandante che nella velocità del mezzo). Quindi ritorniamo in direzione Loano. Partenza più blanda che mai, vento zero. Dobbiamo accendere il motore, uffa. Facciamo finta di niente ma da qualche parte sta entrando un po’ di acqua in barca…il comandante-meteorologo-e pure meccanico Ivan sostiene che è l’albero motore e sono czzi. Come per miracolo all’improvviso arriva il vento, sempre di più, sale fino a 22-23 nodi. Ad una velocità folle ci stiamo avvicinando ad Alassio. Ma è troppo presto, non possiamo sprecare questa figata di giornata. Invertiamo la rotta e ci dirigiamo in mare aperto, di bolina, sì! Stiamo volando (ovviamente perché al timone c’è la Vale). Da lontano arriva un’altra barca che tenta di raggiungerci. Ivan non sta più nella pelle, cazza e lasca qualsiasi cosa, non si stacca dal gps (5.7…5.8…6…6.4!). Non riescono a prenderci…fino a quando Ivan strappa di mano alla Vale il timone (“dammi il timone e vai a controllare il gps”) e la velocità di Settima Stella precipita…E’ finita, in pochissimo tempo ci raggiungono. Loro belli rilassati veleggiano senza problemi e con il massimo della disinvoltura ci superano sottovento! Umiliazione. Ivan tutto agitato continua a salutarli. La Vale fa finta di niente ma vorrebbe annegarlo, se non altro per farlo smettere di sbracciare. Passiamo praticamente tutta la giornata nel raggio di qualche miglio da Capo Mele, andiamo e torniamo, ce l’abbiamo sempre davanti, non riusciamo a uscirne…il nostro triangolo delle Bermuda.
Verso le 16 non siamo lontani dal porto di Alassio. Saggiamente decidiamo di entrare, visto anche l’afflusso di barche che si stanno dirigendo all’ingresso. Rimanere senza posto no…che palle…Superiamo in volata due barche che stanno entrando e ci fiondiamo nel primo posto libero che troviamo. C’è un bel po’ di vento (infatti la barca entrata prima di noi ha cannato l’ormeggio ed è tutta storta…temiamo di fare la stessa fine) e il comandante perde il suo proverbiale (?) sangue freddo. Ordina (con fare molto educato…) a due sciure sul pontile di passarci la trappa e alla loro domanda “qual è” poco ci manca che risponda “che czzo ne so”? Meno male che la Vale mantiene la calma…”dai sbrigati con la trappa che mi intraverso”…la Vale ubbidiente si scortica una mano con ‘sta trappa del cavolo, gocciola sangue su tutta la barca. Dopo il grande sbattimento scopriamo che abbiamo occupato il posto di un altro, ce ne dobbiamo andare. Ci mettiamo all’inglese sul molo lì vicino e col cacchio che ci spostiamo. Veniamo cazziati dai tipi del porto (“nel porto mica si entra e ci si ormeggia, si chiama”…non vogliamo confessare che ci abbiamo provato ma la radio non sempre funziona) ma ci lasciano rimanere dove siamo. Finalmente una doccia e dopo passeggiatina di 10km fino a Laigueglia e ritorno.
vale

inizio giornata senza una bava di vento...ma ci siamo rifatti dopo
