RIPARAZIONI – parte I

September 14th, 2010

Sconsolati con le idee più confuse che mai. Comunque oggi non potremmo uscire perchè sta per arrivare un temporale e il vento è peggio del giorno prima. E comunque il motore è rotto. Dovremmo cercare un meccanico ma siamo troppo scazzati. Ci informiamo sulle tariffe dell’ormeggio, visto che probabilmente la lasceremo qui per l’inverno. Proviamo ad esplorare i dintorni e ci accorgiamo che non c’è veramente un cavolo, siamo nel posto più incul… della terra. Per andare al paese ci da’ un passaggio il proprietario del bar di fronte al porto, per tornare veniamo raccattati da una che lavora al villaggio turistico. Qui senza macchina si è finiti. Per fortuna tornati alla barca un meccanico mitico ci aggiusta il motore! Ci rimangono da sistemare “solo” il fiocco bucato e il caricabatterie fuso.

vale

tipo quello che abbiamo beccato noi

tipo quello che abbiamo beccato noi

spiaggia di porto corallo

spiaggia di porto corallo

CALA GONONE-PORTO CORALLO [55miglia – 8h 30]

September 13th, 2010

Ci svegliamo con zero vento e mare piatto, piattissimo. Saremmo rimasti volentieri a goderci la giornata a Cala Gonone senza fare un czz ma visto che il meteo ci assiste dobbiamo andare più a sud possibile, sigh. Sono le 9 (è già tardi!), giusto il tempo di fare una tanica di gasolio: visto il vento che (non) c’è si prospetta una lunga smotorata ed è meglio non ripetere l’esperienza di Porto Vecchio. Questo non è bello perchè non ci fidiamo per un cavolo del motore (ieri ha funzionato inspiegabilmente ma oggi chi può dirlo?).

Finalmente una giornata tranquilla: mare calmo, sole, caldo, le stupende scogliere del Golfo di Orosei sullo sfondo, fantastica acqua blu. Speriamo che si alzi un po’ di vento però… Una decina (neanche) di nodi arriva usciti dal golfo, meno male. Spegniamo il motore e si va a vele piene, bellissimo. Infatti arrivati in prossimità di Arbatax (uno dei pochi porti su questo lato della costa) decidiamo di proseguire senza dubbio, oggi è una figata. Cosa strana il vento arriva da E eppure ce lo aspettavamo da O in base alle previsioni. Boh, tanto sono giorni che non ci azzeccano per niente, speriamo solo non aumenti perchè di nuovo le ondazze di ieri no, che palle, non siamo psicologicamente pronti a fare degli sbattimenti. Dopo Capo Bellavista il vento adesso sì arriva da O, non si capisce…poi sembra di nuovo arrivare da E…brutta cosa. Superato Capo Sferracavallo una scena bruttissima ci si presenta davanti: una striscia grigia in lontananza, piena di creste e raffiche. Nooo!!! E ci stiamo proprio andando incontro, senza scampo. Ci si gela il sangue nelle vene…e comunque che sfiga, sembrava la giornata più tranquilla del mondo! Ma cacchio ma dal nulla così? Boh sarà che non siamo più riparati dalle montagne, e meno male che abbiamo deciso di passare da est per evitare il Maestrale. Facciamo giusto in tempo a rollare il fiocco e dare due mani di terzaroli che ci troviamo in mezzo a un casino! E ora cosa facciamo???

Ragazzi che caga, vento da O esagerato, raffiche fino a 40 nodi. La Vale se la sta facendo sotto. Le raffiche sono spaventose, finite le montagne il vento si sta incanalando e viene verso di noi a manetta! Almeno non ululasse in quel modo come se fosse un uragano. Se non fossimo così impediti sarebbe pure una figata…ma in questo momento vorremmo poter tornare indietro. Unica consolazione: non siamo soli! C’è un’altra vela sopravento che non se la sta passando per niente bene. La Vale cerca di non guardare il segnavento che sta registrano numeri esagerati. La barca vola a velocità inaudite, impossibile tenerla (la faccia del timoniere in quei momenti sarebbe stata da foto). Come se non bastasse il fiocco è rollato ma la parte in alto, quella sfilacciata, esce da sola (!) e sbatte fortissimo, vibra tutto l’albero. Impossibile farla rientrare. E dopo 1h così siamo obbligati a fare quello che non vorremmo assolutamente fare…aprire di nuovo il fiocco (sperando che poi si richiuda conciato com’è). Intanto vediamo volare sull’acqua dei “coriandoli” di carta: sono pezzetti di vela che si stanno staccando, il fiocco si sta disintegrando sigh. Comunque riusciamo ad aprirlo in qualche modo e se la barca prima andava di brutto adesso è un fulmine…velocità mai viste prima. Le raffiche non danno cenno di andarsene, anzi aumentano e sono lunghissime. Se peggiora sono czzi. Meno male che il mare si mantiene accettabile. Continuiamo a guardare sul Garmin il tempo che manca al prossimo porto (perchè ovviamente ‘sta roba è successa nel punto più isolato della Sardegna, quando eravamo a 20 miglia dal porto prima e a 20 miglia da quello dopo). Per fortuna sta diminuendo a razzo (e ci credo sembra di essere in windsurf).

Finalmente ci sembra di vedere in lontananza la diga foranea di Porto Corallo. Il fischio del vento che ci travolge è impressionante…Ma ormai ci siamo, questione di qualche decina di minuti. L’idea di dover tirare giù randa e fiocco ci mette male, come faremo in mezzo a ‘sto delirio, in due??? Nemmeno sappiamo come ma ce la facciamo. Entrando in porto il colpo di grazia: il motore si spegne, e stavolta per sempre. Ecco ci mancava solo questa. Meno male che siamo già dentro e con l’abbrivio raggiungiamo la banchina di fronte a noi. E meno male che c’è l’ormeggiatore che ci ferma la barca prima che si schianti. Che sbatti!!! Una volta fermi il primo pensiero è “basta, la abbandoniamo qui per sempre ok?!”.

Dopo un po’ arrivano quelli dell’altra barca che era là fuori con noi, dei ragazzi irlandesi, anche loro abbastanza sconvolti. Bilancio delle cose rotte: fiocco strappato, motore che non parte più, e -new entry- il caricabatterie che si è inondato di acqua e si è fuso. Sicuramente domani mattina si dorme…

vale

golfo di orosei 1

golfo di orosei 1

golfo di orosei 2

golfo di orosei 2

PORTO BRANDINGHI-CALA GONONE [41miglia – 9h30]

September 12th, 2010

Bruttissimo risveglio. Oggi dobbiamo fare un sacco di miglia per recuperare il tempo perso ieri. Indecisi se lasciare il fiocco rollato e abbandonato a se stesso e usare la tormentina o provare a districare il casino e aprirlo. Ivan in testa d’albero, e chi czz ne ha voglia di mattina appena svegli?! Comunque sale e ce la fa. Dobbiamo tagliare tutte le parti sfilacciate ma riusciamo ad aprirlo. Povero fiocco che tristezza. Siamo già un po’ più tranquilli (ma non troppo, c’è sempre il motore che potrebbe abbandonarci da un momento all’altro ma fingiamo di non pensarci).

Appena usciamo dalla baia mare grosso. Ma cacchio! Meno male che il vento è in poppa e l’onda non rompe più di tanto. Però è faticoso e le onde sono veramente alte. Oh ma che sfiga, e Arbatax è a quasi 60 miglia. Procediamo lentamente, il vento è poco, l’onda tanta, e non vogliamo accendere il motore. Pure il pilota automatico non ce la fa con quest’onda. Che sbatti. Situazione non piacevole. Alle 15 ci mancano ancora più di 30 miglia e davanti a noi il golfo di Orosei che ci chiama…e siamo giusto giusto all’altezza di Cala Gonone. Ma sì vaffanc… Arbatax, fermiamoci qui!

Entriamo nel golfo e l’onda si calma un po’, non troppo però. Ci avvicianiamo al porto, un buco. Una barca appena arrivata sta già uscendo, sarà pieno? Boh, questi non hanno nemmeno il VHF e al telefono non risponde nessuno. Va bè copiamo l’altra barca e ancoriamo lì davanti. Cacchio l’ancora si è incastrata, merda, e non scende! E siamo vicini agli scogli ovviamente (‘sta czz di isola è tutta uno scoglio…). Riproviamo in un altro punto…tira su l’ancora, poi giù di nuovo, la Vale si diverte… Stavolta riusciamo nella manovra, finalmente fermi, e alla Vale torna il buonumore. Si fionda subito a fare una doccia. Ma cacchio si balla un casino, riparato una cippa. E poi siamo proprio sulla traiettoria dei 700 gommoni e barche di turisti che sfrecciano avanti e indietro per andare alle grotte. Ivan non ci sta dentro e vuole riprovare a entrare in porto. E tiriamo di nuovo su ‘sta minch… di ancora! E stai attenta che non picchi la prua…e che palle. Non si sa come entriamo nel porto strettissimo e ci fiondiamo nell’unico posto libero, al primo colpo. Non c’è la trappa ma non importa usiamo l’ancora (un’altra volta!), col cacchio che ci spostiamo da qui. E poi finalmente a terra, finalmente riattiviamo le gambe. Grande evento, cena fuori, pizza di m. Stanchi morti dobbiamo ancora guardare il meteo, ormai è un incubo (NO 7, mare 4…tendenza…NO 8, mare 4…e che palle tanto è sempre così, rassegnamoci). Come nei giorni scorsi, delirio in tutto il Mediterraneo. Ma fino a domani dovrebbe essere ancora fattibile.

vale

fiocco malconcio

fiocco malconcio

costa est da qualche parte

costa est da qualche parte

PORTO ISTANA-PORTO BRANDINGHI [12miglia – 2h]

September 11th, 2010

Ci svegliamo nel casino più totale: mare formato e vento fortissimo con raffiche. Figuriamoci cosa c’è fuori. Grande indecisione sul da farsi. Alla fine decidiamo di uscire e di fare almeno qualche miglio. La situazione non è delle migliori, mare agitato e raffiche da 30-35 nodi. La Vale si sta un po’ cagando sotto, Ivan ostenta sicurezza. Dobbiamo pure passare in mezzo a un sacco di scogli e isolotti, un casino. La situazione è abbastanza pesante, e stiamo andando di solo fiocco. Visto il casino decidiamo di metterci al riparo nella prima baia che troviamo, dove ci sono già altre barche.

E da questo momento è il delirio. Il motore continua a spegnersi, non resta acceso, proprio ora (!) ma perchè? Meglio uscire di nuovo di fiocco (l’avevamo appena rollato) ma siamo contro vento (possibilità di manovra zero, c’è pieno di scogli ovunque) e la vela prende dei colpi esagerati con tutte ‘ste raffiche. Le scotte sono tutte ingarbugliate, lui (il fiocco) si sta incaramellando di brutto e si sta paurosamente sfilacciando. Il motore non regge e continua a spegnersi. Ivan si gira per controllare sulla carta (siamo sempre in mezzo agli scogli) e czz la carta è volata via! Bene, ora non sappiamo nemmeno cosa c’è intorno (e sotto) a noi…siamo nel panico più totale. Stiamo entrando in baia di bolina a tutta velocità e con il motore spento, senza controllo, merda! Il profondimetro non segna più una mazza…Nel tentativo di virare il fiocco si incarta definitivamente con tutte le parti sfilacciate annodate tra di loro, un casino, è inutilizzabile, tragedia! All’ultimo il motore riparte, sicuramente un miracolo, e il profondimetro torna in vita. Peccato che stiamo leggendo la profondità in piedi e stiamo per buttare l’ancora in spiaggia…Probabilmente stiamo urlando, per lo più insultandoci a vicenda. Infatti quelli delle altre barche sono tutti usciti a vedere che cavolo succede. Da fuori la scena è pietosa. Ciliegina sulla torta l’ancora è uscita dall’ingranaggio e scivola via in tutta libertà per i czz suoi. Ivan legge 15…buttiamo 50m di catena…peccato che erano 15 piedi e non metri. In qualche modo comunque miracolosamente ci fermiamo. Altrettanto miracolosamente vediamo a qualche metro dalla prua la nostra carta (quella che era volata via…) che galleggia! Ivan si tuffa (in mutande) e la recupera.

Siamo ancora vivi ma la Vale è abbastanza depressa: motore rotto, fiocco sfilacciato e talmente attorcigliato che non si apre più. Come faremo a ripartire? Unica cosa che facciamo in tutta la giornata: gonfiare il fantastico tender-canotto e andare in spiaggia.

vale

dobbiamo passare lì in mezzo?!

dobbiamo passare lì in mezzo?!

il salvataggio della carta nautica

il salvataggio della carta nautica

PORTO VECCHIO-PORTO ISTANA [55miglia – 10h]

September 10th, 2010

Finalmente ce ne andiamo da Porto Vecchio (non prima di aver fatto il pieno!), verso sud. Speriamo che vada tutto bene anche se ci aspettiamo un casino alle Bocche di Bonifacio. Invece sembra essere tutto tranquillo, miracolo! Vento in poppa che ci spinge di brutto, mare non molto mosso e andiamo avanti tranquilli senza problemi. Evvai! Canna in acqua ma non abbocca nemmeno una medusa come al solito. Però vediamo un sacco di delfini, bellissimo. Maddalena e Caprera sullo sfondo. Anche oggi i cumuli ci guardano da lontano ma non si avvicinano. Superato l’arcipelago della Maddalena (fantastico) il vento aumenta, sopra i 15 nodi, perfetto. Siamo già di fronte a Tavolara senza nemmeno accorgercene (infatti non l’avevamo nemmeno riconosciuta!). Passiamo davanti a Olbia e decidiamo di fermarci in rada di fronte a Tavolara, dietro a Capo Figari, anche se c’è un bel po’ di vento. Nel frattempo il mare peggiora un po’ e inizia ad esserci una bella onda. Ma ormai siamo quasi al riparo!

Cerchiamo di entrare nell’insenatura di Porto Istana ma tanto per cambiare non si capisce un czz e c’è pure pieno di punti poco profondi. Ah, ovviamente siamo senza profondimetro (si è rotto prima di partire e bisognerebbe tirare fuori la barca)…sostituito dal “fish finder” attaccato a un manico di scopa (terribile) che usato così non serve a una minch…(infatti dopo scopriamo che legge la profondità attraverso lo scafo e lo fissiamo in sentina, meno male). Guardiamo anche le carte dal PC con il terrore di incagliarci. Momenti brutti. Finalmente vediamo altre barche a vela all’ancora e per non sbagliare ci piazziamo vicino a loro. Cioè ci proviamo, ma siamo un po’ più fuori, quel tanto che basta per avere molta più onda di loro. Sfigati. Comunque grande sospiro di sollievo quando finalmente ancoriamo, la Vale si sente rinascere. Acqua stupenda. La barca comunque balla di brutto, ma non doveva essere protetto ‘sto posto? Molto opportunamente decidiamo per la prima volta nel corso della vacanza di cucinare la pasta…visto che i fornelli sono molto stabili…

vale

e ci lasciamo alle spalle anche porto vecchio

e ci lasciamo alle spalle anche porto vecchio

tavolara al tramonto

tavolara al tramonto

ANCORA FERMI A PORTO VECCHIO

September 9th, 2010

Come previsto ancora vento probitivo (per noi). Per sgranchirci le gambe decidiamo di andare alla spiaggia di Santa Giulia a piedi. Più di 2h per andare e altrettante per tornare su una strada bruttissima, idea del czz. La spiaggia sarebbe bellissima, ma piena di gente/gommoni/pedalò…DJ sulla spiaggia con gente sfigatissima intorno, inguardabili.

Di sera ore per “studiare” il meteo…c’è casino in tutto il Mediterraneo, tranquilli non si può stare. Ma decidiamo di partire in ogni caso. E così anche i francesi nostri vicini (ormai siamo diventati amicissimi, la sciura è una stancacervelli da paura). E che dio ce la mandi buona…

vale

spiaggia di santa giulia

spiaggia di santa giulia

se si portava un fazzoletto era meglio

se si portava un fazzoletto era meglio


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