VERSO L’INTERNO [CAYO JUTIAS-MANTUA 110KM]
Oggi è il giorno del grande sbattimento: tantissimi km da fare per allontanarci in fretta da tutti questi paeselli che ci hanno già stufato abbastanza. E infatti partiamo più tardi che mai. Alle 11 con tutta calma ci mettiamo in cammino, tanto dobbiamo fare solo 100 km…Un finto paesaggio alpino si alterna a campi di vario genere. Non passano più macchine e la gente a piedi ci guarda male. Stiamo andando verso il nulla? Non c’è l’ombra di un paese, non c’è l’ombra non dico di una coca, ma nemmeno di acqua. La Vale sta boccheggiando. Meno male che almeno la strada è tutta piatta (come il paesaggio del resto). Ogni casa in lontananza ci sembra un baracchino di bibite ma è solo un miraggio e l’unico “negozio” che troviamo vende solo farina e sigarette. Dopo 4 ore filate, stremati, siamo costretti a bussare alla porta di una casa per chiedere 2 bicchieri di acqua. La Vale vorrebbe scendere e lasciarsi morire ai bordi della strada, divorata dagli avvoltoi che già svolazzano sulle nostre teste.
Riusciamo a raggiungere Mantua, un paese dove ti fermi solo se sei costretto. Cerchiamo una casa particular ma nessuno sa cos’è. Finiamo nella casa della sciura con i polpacci più grandi del mondo, in una camera tipo “casa nella prateria” (con il solito rospo che dorme con noi). Pure la doccia con secchio di acqua calda e mestolo sembra uscita dal passato. Ivan, sentendosi Mc Gyver, cerca di montare sulla sua bici (già piena di suppellettili inutili) una rudimentale bussola ad alta precisione. La Vale si chiede a cosa servirà mai la bussola visto che c’è un’unica strada. Come al solito la Vale non apprezza e al povero Ivan tocca rinunciare per non fare la figura del cglne…
vale

distrutti e manca ancora un sacco di strada...
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