La missione del weekend è verificare il livello di impeditezza dell’equipaggio nonché il trasferimento nel nuovo posto barca (che si trova a ben 3 miglia da quello attuale). Ci piacerebbe farci un giro alle Cinque Terre ma “forse” Santa Margherita o giù di lì è una meta più adatta a noi. Prima di partire Ivan prova a chiedere lumi sul timone (come czz è che è così duro?) al tipo del cantiere ma c’è un varo in corso e viene cagato meno di una formica ad un banchetto di leoni (Ivan vorrebbe pure vedere il varo ma alla Vale non frega una cippa).
Va bè, partiamo lo stesso con ‘sto timone di merda. Vento abbastanza sostenuto (“fresco”, come direbbe un capitano che si rispetti) e qualche problema all’uscita dall’ormeggio (come al solito sbagliamo e insistiamo ad uscire dal lato dei mercantili). Il timone è persino più duro del solito. Le prime 4 miglia le facciamo al traverso ad una buona velocità su una rotta totalmente cannata (anzi, cannata solo a metà, 90 invece di 180 gradi, come precisa il tattico). Infatti non riusciamo a togliere dal nostro orizzonte la lanterna di Genova. Ce l’abbiamo sempre dietro. La Vale non osa dirlo ma ha qualche sospetto sulla correttezza della rotta…non dovremmo essere già arrivati? Al momento “x” (calcolato alla perfezione con 270 operazioni di carteggio) il tattico decide di poggiare verso Portofino. Ora la rotta è corretta (ma poggiare prima no eh?) ma è la velocità ad essere deludente, 4/4.5 nodi massimo. Per un po’ proseguiamo di poppa piena sempre più lenti…la Vale sta per addormentarsi. Alle 16 siamo ancora in vista di Portofino (ma in vista, mica di fronte…). Meno male che la provvidenza ci dà una mano: cala il vento completamente e dobbiamo accendere il motore. Sarà la nostra salvezza. La Vale profondamente rincuorata inizia a fare foto a tutto spiano e a godersi finalmente il viaggio, una volta conquistata la certezza che saremmo arrivati a destinazione prima del buio. Superiamo Santa Margherita (non hanno posto), Rapallo (volevano solo 140 euro), Chiavari (c’è una manifestazione) e a questo punto se non ci ospitano a Lavagna ce l’abbiamo nel …. . Ovviamente la radio non funziona. Il comandante vince a sorte il compito di telefonare agli ormeggiatori i quali, al suo annuncio “pronto sono Revelli”, non lo cagano di striscio. Chi se ne frega, entreremo come al solito in autonomia sbattendocene dell’etichetta. Con la prua già posizionata sull’ingresso del porto colpo di scena: avvistiamo un delfino, poi un altro, poi altri 2…in men che non si dica Obsession è circondata da diversi gruppi di delfini e non sappiamo più da che parte guardare…avanti e indietro davanti al porto inseguendo i delfini, continuiamo a girare intorno esaltatissimi. I delfini, un tramonto bellissimo, che figata! Solo l’oscurità ormai incombente (e in intensificazione) e il freddo ci costringono a rientrare.
Ricapitolando: stiamo entrando che è buio, non abbiamo avvertito gli ormeggiatori e sul portolano “a fumetti” non si capisce dove czz è il pontile per il transito. Assumendo una sguardo innocente, con nonchalance ci infiliamo nel primo posto libero che troviamo e solo dopo cerchiamo l’ormeggiatore per provare ad impietosirlo. Niente da fare, lui si dimostra inflessibile e ci fa sloggiare all’istante, indicandoci un piccolo buco, nascosto in un angolo del porto, in mezzo a un guazzabuglio di barche ormeggiate una sopra l’altra, accessibile da un canale strettissimo dove non passerebbe nemmeno un canotto (nel frattempo si è fatto talmente buio che nemmeno vediamo l’ormeggiatore che si sbraccia dal pontile per mostrarci il “buco”). Ormai ci siamo e sono cavoli del cinghiale come al solito. La Vale vorrebbe non essere sulla barca ma ormai non può scendere. Pregando tutti i santi del paradiso e anche quelli dell’inferno ci infiliamo ad occhi chiusi in quel casino di trappe e per un vero miracolo non c’è bisogno di ripetere la manovra. Diamo solo una piccola bottarella a un Grand Soleil vicino a noi ma voglio vedere chi non l’avrebbe fatto (incluso quello sborone del proprietario che si è subito precipitato in coperta ad urlarci che czz fai?).
vale

arrivati (alla buon'ora) e stanno per arrivare anche i delfini

il promontorio di Portofino