Archive for May, 2009

MARE AGITATO

Sunday, May 31st, 2009

Ci svegliamo con il sole. Siamo un po’ indecisi se tornare verso “casa” o andare avanti in direzione Nizza. Ma sì, andiamo avanti, così arriviamo a Ville Franche e ci facciamo un bagno nella baia. Tanto il meteo da’ calma piatta. Belli rilassati, poco vento, la canna in acqua, sembra tutto tranquillo…superato Montecarlo inizia a salire uno “strano” vento da E e senza nemmeno accorgercene ci ritroviamo nella m…In un batter d’occhio tutte le vele intorno a noi scompaiono, rimaniamo da soli e stanno pure arrivando nuvole dai monti. Invertiamo subito rotta e ci ritroviamo con il vento in faccia, preciso. Il vento aumenta, è diventato tutto buio, fa freddo, siamo senza randa…la Vale pensa che non si arriverà mai.

Nel giro di un’ora il vento ha raggiunto i 35 nodi e le onde sono sempre più grosse. Le più alte sono 4-5 metri. Sanremo è a 10 miglia ma sembra lontanissimo. Non possiamo fermarci da nessun’altra parte: a Ventimiglia non c’è porto, il porto di Bordighera ha un ingresso proibitivo per il vento che c’è. Dobbiamo per forza proseguire fino a Sanremo. Settima Stella fatica ad avanzare di bolina, anche perché il potentissimo motore a malapena riesce a contrastare il vento. Dobbiamo ridurre il fiocco perché il vento è troppo forte e le virate iniziano a diventare un problema. Infatti più volte il fiocco sfugge al controllo e si attorciglia per i fatti suoi. Tentando di virare facciamo pure un 360 e ci ritroviamo con la barca avvolta dalla lenza che le gira intorno…stendiamo un velo pietoso…Siamo ormai fradici e dobbiamo ancora superare due capi…il comandante riesce pure a trovare la forza di rollarsi una sigaretta…Finalmente verso le 19, dopo quasi 8 ore, siamo di fronte al porto di Sanremo, un miraggio. Che sbattimento (e meno male che non siamo andati in Corsica)!

vale

inizia ad alzarsi il vento...

inizia ad alzarsi il vento...

SI E’ ROTTA LA RANDA!!!

Saturday, May 30th, 2009

Invidiando da morire i nostri vicini di barca che nella notte sono partiti per la Corsica (quasi stavamo per seguirli…assolutamente impreparati…e meno male che non l’abbiamo fatto!) ci sentiamo un po’ sfigati e partiamo per Mentone. Meglio di niente. Partenza blanda, un po’ di vento ma non troppo. Sole poco. Per un po’ di ore procediamo con fiocco e motore. La sera prima non abbiamo dormito un cacchio quindi dormiamo a turno. Nel pomeriggio il vento aumenta così possiamo spegnere e tirare fuori la randa. Arriva fino a 25 nodi con non poca onda, anzi, ma per fortuna è di poppa. Stiamo proseguendo belli allegri e anche abbastanza veloci quando non possiamo credere ai nostri occhi: la scotta di randa si stacca dal boma sradicando tutto e la vela parte per i czzi suoi a tutta velocità sotto il leggerissimo vento…che botta! Per non parlare delle onde…Merda!!! Riusciamo a riavvolgere la randa (figata la randa nell’albero eh?) e Ivan riesce a fissare il boma (fortunatamente senza finire in acqua) con una scotta di fortuna. La Vale vorrebbe fermarsi a Sanremo visto che ci siamo di fronte, prima che si rompa qualcos’altro…ma alla fine andiamo avanti. Speriamo bene…

Comunque arriviamo a Menton di solo fiocco e cerchiamo uno spazio per ormeggiare. Ci infiliamo in un posto strettissimo che probabilmente è di qualcuno, ma la capitanerie è chiusa e un tipo su una barca vicina ci dice che il proprietario è “partito”. Vista la nostra conoscenza del francese siamo sicuri di aver capito bene e non ci schiodiamo da lì. Attimi di panico quando vediamo una barca che sta entrando in porto…non sarà mica il proprietario? La Vale scende in cabina lasciando Ivan da solo, pronto per la figura di m…Ma non era il proprietario…

vale

tanto per tenere fermo il boma...

tanto per tenere fermo il boma...

il porto di menton

il porto di menton

WIND SPEED…1 NODO O POCO PIU’

Sunday, May 3rd, 2009

Nonostante le forti raffiche della notte ci svegliamo ed è calma piatta. Stavolta non la scampiamo, ci aspetta una giornata senza vento. Va bè, giornata di relax…la Vale praticamente svenuta sotto il sole è come se non ci fosse (“ma chiamami se hai bisogno, non sto dormendo”). Ivan si sente molto velista e tenta regolazioni millimetriche delle vele. Comunque la barca si muove…Arriviamo di fronte a Finale. Non c’è vento ma in compenso c’è un’onda fastidiosissima. Meno male che non soffriamo il mal di mare. La radio improvvisamente si sveglia e dal canale 16 arriva un avviso di burrasca. Noi controllare il meteo prima di partire no…? Forse è per questo che non c’è nessuno in giro. Comunque ormai stiamo rientrando a Loano. Ed effettivamente sale il vento, proprio al fatidico momento dell’ormeggio. Ma Ivan se la cava egregiamente (non che il vento fosse poi così forte…). Ancora una volta dobbiamo lasciare “settima” e tornare nel mondo dell’assurdo…

vale

calma piatta

calma piatta

UNA BARCA IMPAZZITA DI FRONTE A CAPO MELE

Saturday, May 2nd, 2009

Ancora una giornata di sole, e fa molto più caldo del giorno prima, meno male. A Ivan per un attimo balena l’idea di proseguire oltre Imperia, ma non osa nemmeno proporlo alla Vale (che ha molta fiducia sia nelle capacità del comandante che nella velocità del mezzo). Quindi ritorniamo in direzione Loano. Partenza più blanda che mai, vento zero. Dobbiamo accendere il motore, uffa. Facciamo finta di niente ma da qualche parte sta entrando un po’ di acqua in barca…il comandante-meteorologo-e pure meccanico Ivan sostiene che è l’albero motore e sono czzi. Come per miracolo all’improvviso arriva il vento, sempre di più, sale fino a 22-23 nodi. Ad una velocità folle ci stiamo avvicinando ad Alassio. Ma è troppo presto, non possiamo sprecare questa figata di giornata. Invertiamo la rotta e ci dirigiamo in mare aperto, di bolina, sì! Stiamo volando (ovviamente perché al timone c’è la Vale). Da lontano arriva un’altra barca che tenta di raggiungerci. Ivan non sta più nella pelle, cazza e lasca qualsiasi cosa, non si stacca dal gps (5.7…5.8…6…6.4!). Non riescono a prenderci…fino a quando Ivan strappa di mano alla Vale il timone (“dammi il timone e vai a controllare il gps”) e la velocità di Settima Stella precipita…E’ finita, in pochissimo tempo ci raggiungono. Loro belli rilassati veleggiano senza problemi e con il massimo della disinvoltura ci superano sottovento! Umiliazione. Ivan tutto agitato continua a salutarli. La Vale fa finta di niente ma vorrebbe annegarlo, se non altro per farlo smettere di sbracciare. Passiamo praticamente tutta la giornata nel raggio di qualche miglio da Capo Mele, andiamo e torniamo, ce l’abbiamo sempre davanti, non riusciamo a uscirne…il nostro triangolo delle Bermuda.

Verso le 16 non siamo lontani dal porto di Alassio. Saggiamente decidiamo di entrare, visto anche l’afflusso di barche che si stanno dirigendo all’ingresso. Rimanere senza posto no…che palle…Superiamo in volata due barche che stanno entrando e ci fiondiamo nel primo posto libero che troviamo. C’è un bel po’ di vento (infatti la barca entrata prima di noi ha cannato l’ormeggio ed è tutta storta…temiamo di fare la stessa fine) e il comandante perde il suo proverbiale (?) sangue freddo. Ordina (con fare molto educato…) a due sciure sul pontile di passarci la trappa e alla loro domanda “qual è” poco ci manca che risponda “che czzo ne so”? Meno male che la Vale mantiene la calma…”dai sbrigati con la trappa che mi intraverso”…la Vale ubbidiente si scortica una mano con ‘sta trappa del cavolo, gocciola sangue su tutta la barca. Dopo il grande sbattimento scopriamo che abbiamo occupato il posto di un altro, ce ne dobbiamo andare. Ci mettiamo all’inglese sul molo lì vicino e col cacchio che ci spostiamo. Veniamo cazziati dai tipi del porto (“nel porto mica si entra e ci si ormeggia, si chiama”…non vogliamo confessare che ci abbiamo provato ma la radio non sempre funziona) ma ci lasciano rimanere dove siamo. Finalmente una doccia e dopo passeggiatina di 10km fino a Laigueglia e ritorno.

vale

inizio giornata senza una bava di vento......ma ci siamo rifatti dopo

inizio giornata senza una bava di vento...ma ci siamo rifatti dopo

SULLE ROTTE C’E’ DA MIGLIORARE…

Friday, May 1st, 2009

Di nuovo a Loano, di nuovo la cara Settima Stella. Come sempre ci svegliamo prestissimo e riusciamo a cazzeggiare talmente tanto da far diventare quel “prestissimo” un ritardo. Delle tre barche siamo noi a esserci svegliati per primi e partiamo per ultimi. Anche perché il comandante Ivan si è di nuovo dimenticato la patente (l’unica cosa che serve) e nemmeno si ricorda il numero…quindi giri di telefonate per il povero Carlo per recupere ‘sto numero.

Partiamo di m… dall’ormeggio, una coordinazione pessima. Meno male che non ci vede nessuno. Vorremmo andare a Sanremo ma il vento in poppa precisa non riusciamo a tenerlo (colpa delle onde, mica nostra…) e così facciamo un po’ di zig-zag e, manco a dirlo, perdiamo un sacco di tempo. Modifichiamo l’obiettivo: Imperia (pur sapendo che là non c’è un cacchio, e non ci sono nemmeno i bagni della marina). Durante il tragitto succedono cose strane…un piccolo branco di pesci non identificati si attacca sotto la barca, pensiamo di aver preso una rete invece stanno proprio ciucciando lo scafo, ci sarà un allevamento di cozze sotto…poi al largo della Gallinara finiamo in mezzo ad una specie di tromba d’aria (almeno questo sostiene il comandante, nonché meteorologo) e la barca fa un po’ di giri su se stessa prima di riuscire a rimettersi in rotta. Comunque il vento cambia davvero e ci ritroviamo di bolina (traverso mai…)! Ivan ogni tanto fa il punto per darsi un tono, la Vale se non è al timone dorme. Nonostante la bella giornata si gela.

In serata arriviamo ad Imperia. Qualche dubbio sul fatto di essere arrivati nel porto giusto, ma sì, dovrebbe essere Porto Maurizio. L’ormeggio non ci riuscirà mai…non si può saltare giù perché siamo praticamente al molo dei traghetti alto 2 metri…c’è pure vento…Invece ci viene benissimo, non si spiega come ma alla velocità della luce riusciamo a fissare sia la cima di poppa che a prendere la trappa. Peccato che è quella del vicino, che sentendosi strattonare la barca sale in pozzetto “ehm scusate ma forse quella è la mia” anche se Ivan facendo finta di niente sta istigando la Vale “dai dai tira su”. Infatti era la sua, dobbiamo rifare l’ormeggio, che sfiga! Ma ci riusciamo di nuovo, fingendo nonchalance…così la Vale deve smerdarsi due volte mentre Ivan si limita a dare ordini.

vale

tentando di battere il record di velocità della vale

tentando di battere il record di velocità della vale


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