Archive for the ‘gare 2010’ Category

VOGLIA DI TORNARE ZERO

Tuesday, May 25th, 2010

Triste, tristissima partenza. Già la giornata inizia male: la valigia della bici nella notte si è riaperta e richiuderla è diventato impossibile per qualche misterioso motivo. Di quattro serrature ne rimane aperta una, la Vale incrocia le dita. Per sicurezza la leghiamo con qualsiasi cosa, compreso il super-resistente filo da pesca di Ivan. Peccato che al check-in ce la facciano riaprire per togliere le bombolette di CO2 (czz sono quattro invece di tre che è il max, che palle), nonostante le suppliche della Vale che quasi si mette a piangere. Ma vaff.
Per finire, volo in ritardo e coincidenza a Madrid presa per un soffio. Ovviamente poi a Milano i bagagli non ci sono, per nessuno. La bici meno male arriva a notte fonda, e la valigia è miracolosamente ancora chiusa. Le borse arriveranno il giorno dopo.

vale

addio sigh

addio sigh

la valigia chiusa in qualche modo

la valigia chiusa in qualche modo

QUANTO SI STA BENE

Monday, May 24th, 2010

Ancora giornata di cazzeggio, che figata. Torniamo a Porto Calero, la Vale decisamente in forma, riesce anche a camminare per tutto il sentiero. Anche oggi giornata limpidissima, aria fantastica. Non possiamo accettare l’idea di dover partire il giorno dopo, ora che finalmente si stava così bene, nooo!
Ivan tenta di pescare “seriamente” ancora una volta e fa il gradasso con tutti promettendo di tornare carico: beh la sera si presenta con un pescetto minuscolo dall’aspetto terrificante (uguale identico ad un serpente, gli manca solo la lingua biforcuta, che czz di animale è non lo scopriremo mai), ma un pescatore gli ha detto che è buono…boh avrà capito bene?! Lo fa pure bollire prima di rinunciare a mangiarlo, è troppo brutto (la Vale tira un sospiro di sollievo).

Ma la pacchia sta per finire…già bisogna smontare di nuovo la bici e schiacciarla in quella cavolo di valigia dove non entrerà mai. Infatti non si chiude nemmeno a morire. La Vale mezza isterica dopo 1000 tentativi rinuncia. Ivan fa il tragico “si rompe di sicuro” ma poi riesce a chiuderla in qualche modo, prendendola a pugni. Speriamo bene.

vale

ancora sul sentiero per Porto Calero

ancora sul sentiero per Porto Calero

il mostro pescato da Ivan

il mostro pescato da Ivan

SVACCOOO!!!

Sunday, May 23rd, 2010

E finalmente il meritato riposo. Dopo una nottata inquieta (solita sensazione post-ironman di non riuscire a stare fermi e di essere schiacciati sotto un macigno) si prospetta un’intera giornata a fare un czz. Evvai! Svacco assoluto e assalto al buffet della colazione stile morti di fame…oh mangiamo come dei maiali. Anche Ivan, assolutamente ingiustificato (o meglio, lui si giustifica con i miseri 80km di bici del giorno prima, che poi saranno pure meno), si fa trascinare in questo fancazzismo totale. La Vale se la sta godendo di brutto, la parte più bella finalmente! Tutto sommato non è nemmeno in condizioni troppo pietose: a parte le ustioni su gambe e braccia (gonfie come dei cotechini e più o meno dello stesso colore), la lingua mozzata e un rimasuglio di asma è in perfetta forma.

Facciamo i turisti sul lungomare insieme alle centinaia di altri “finisher” (un po’ più degni della Vale ma pazienza). Ci sta pure un pranzo al Mc Donald come estremo atto di degrado. Qualche pazzo gira in bici o di corsa e ce ne sono alcuni che stanno nuotando sul percorso della gara: ma sarà gente che ha fatto l’IM? Ma sono pazzi??? Continuiamo ad andarcene in giro senza meta, si sta da Dio. Giornata limpidissima, si vede Fuerteventura come se fosse ad un passo. Tramonto in spiaggia. Ivan fa il bagno la Vale col cavolo, ora che non è più obbligata se non ci sono 30 gradi non se ne parla. Staremmo lì tutta la vita…

vale

venticello

venticello

bellissima giornata per il cazzeggio

bellissima giornata per il cazzeggio

IRONMAN? – CORSA

Saturday, May 22nd, 2010

E chi ha voglia di correre adesso? All’inizio penso di camminare fin da subito, ma non ci sto dentro e provo a correre. Miracolo, avanzo! E non sono nemmeno così messa male, vado ad un ritmo decente (parola grossa, ma almeno vado più veloce di quanto non farei camminando, è già qualcosa). Ma so che prima o poi lo scarso allenamento si farà sentire, così “mi godo” questi momenti. E sono anche abbastanza rincuorata perchè la quantità di gente che sta camminando è esagerata, ed è pure gente bella fisicata. Comunque i primi 10km filano via lisci e mi illudo di poter continuare così fino alla fine. Già verso il 18mo km però devo rallentare (l’asma da sforzo, uffa…) e faccio un po’ di strada alternando corsa a camminata. Ma verso il 21mo basta, non riesco più a correre. Non sono stanca, le gambe sono ok, ma appena accenno a correre, anche pianissimo, arriva l’asma e il senso di schiacciamento e anche lo stomaco è messo male. Ci provo 200 volte ma niente da fare, non posso più correre.

Mi restano due giri da 10km, una cosa infinita. Il sole è ormai tramontato e col costume mezzo bagnato dal sudore sto letteralmente congelando. Almeno potessi correre per scaldarmi… Ad uno dei ristori mi faccio dare un sacco della spazzatura (pulito!) e me lo metto sulle spalle, meglio di niente anche se la scena è pietosa. Rifletto sul senso di tutto ciò e mi dico che non c’è un senso. Cosa vuol dire finirla a tutti i costi in questo modo a notte fonda, essendo andati allo sbaraglio più assoluto e senza un allenamento decente? E poi mi sento idiota a camminare avanti e indietro sul lungomare, al buio…ma questo non è sport, è una prova di sopravvivenza, una pagliacciata (oltre che una figura di m.). Così tra queste amare considerazioni sono decisa a fermarmi e mentalmente decido questo: se alla fine del giro trovo Ivan allora vado avanti e faccio anche gli ultimi 10km, se no amen, basta, fatta così ‘sta gara non ha senso.

E manco a farlo apposta arrivo alla fine del giro e chi ti becco? Ivan, sbucato da non si sa dove alle 11 di sera (io pensavo fosse in camera a dormire…). Così mantengo la “promessa” e parto per l’ultimo giro da 10, praticamente noi due ci facciamo una passeggiata (“ma guarda che devo ancora fare 10km, sicuro che ti va di accompagnarmi?”). Naturalmente Ivan fa il pagliaccio per tutto il tempo, salutando tutti quelli che dai locali o dalle case stanno guardando ‘sti poveri cadaveri finire la gara, sparando cag.te in tutte le lingue. Ovviamente mi sono subito messa la sua maglia, figata! In questi momenti giuro di smetterla con il triathlon, gli IM e le cose faticose (giuramento già dimenticato appena superato lo striscione dell’arrivo…). Tutte le cose finiscono, e meno male, e arrivo in fodno anche a questa. Ma che fatica!

Boh, in fondo sono contenta di averla finita, ma il mio orgoglio non accetta l’umiliazione…infatti giuro a me stessa (in piena coerenza con il giuramento di prima di farla finita per sempre) di tornare, ma allenata di brutto. Comunque mi aspettano 2-3 giorni di pacchia, evvai.

Tempo della corsa: 6h 02′

vale

lungomare

lungomare

ustionata

ustionata

IRONMAN? – BICI

Saturday, May 22nd, 2010

Rimango mezza congelata per un po’ ma piano piano mi riprendo. Non è che faccia proprio caldissimo ma confido nel sole che si sta alzando. A dire il vero all’inizio non sembra una giornata particolarmente soleggiata, anzi ci sono parecchie nuvole (tutti contenti perchè così non si schiatta dal caldo, ma io preferirei schiattare!). Sono molto curiosa di vedere il percorso. In effetti appena usciti da Puerto del Carmen e andando verso il Timanfaya è una gran figata: un deserto di rocce vulcaniche con il mare blu sullo sfondo. Peccato solo che ho freddo. Ovviamente oltre all’orologio ho accuratamente evitato anche il contakm quindi non ho assolutamente idea della velocità, ma sono sicuramente lentissima. Mi sembra di pedalare da ora quando arrivo al cartello dei 45km: ma come è possibile? Ma sono andata così piano? Poi scoprirò che i cartelli erano tutti cannati. So comunque di essere una lumaca, sto superando pochissima gente e da dietro continuano ad arrivare uomini che mi passano come se fossi ferma. Pazienza, stavolta basta arrivare in fondo. Ho un mal di gola pazzesco, non capisco se per il sale o l’acqua fredda. Ogni tanto cerco di mangiare qualche pezzo di barretta ma non mi va tanto di mandar giù roba, sto iniziando a sentire la fatica e sono solo al 70mo km. Dovrei pure espletare un bisogno impellente ma ho deciso che non voglio perdere il ritmo fino al 120mo km.

Così mi impegno a rimanere concentrata fino a quando non mi sarò lasciata alle spalle Mirador dell’Haria e Mirador del Rio, “the last hard bit” come mi dice una che mi supera (alla faccia del bit). Il vento c’è ma niente di sconvolgente (per lo meno il c… che questa è una delle edizioni con meno vento di tutti i tempi…figuriamoci se fosse stato come al solito, non arrivavo in fondo). Nonostante tutto sono impaziente di salire “là in cima” e vedere come sarà. Dopo quello che ho visto nei giorni scorsi non mi aspetto niente di buono. Però da sotto non sembrano esserci nuvole basse, meno male, già temevo di congelare visto che non ho nemmeno la maglia. E finalmente vedo le pale eoliche e so che sto salendo verso Mirador dell’Haria, aiuto. Cazzarola che fatica, la salita è controvento e sono più lenta che mai. Mi devo impegnare di brutto perchè il mio corpo inizia a dirmi “oh ma che czz stai facendo” e la mia mente non ha più voglia di fare fatica. Non vedo l’ora di essere in cima, a costo di essere spazzata via dal vento. Sollievo quando la salita finisce…e che gran botta di c…, in cima non c’è il vento terribile dei giorni scorsi, si va tranquilli! A questo punto sono veramente stanca, non ho nemmeno la forza di mangiare qualcosa dalla borsa degli “special needs”. Infatti la sciura che me la passa ci rmane pure male. In discesa tutto ok, vento accettabile e non sbando troppo. E adesso mi manca “solo” l’ultima salita impegnativa fino a Mirador del Rio. La strada è spettacolare, soprattutto il tratto finale con lo strapiombo sotto e La Graciosa in lontananza. Finalmente in cima! Pra mancano “solo” circa 70km, che alla mia velocità da lumaca significano ancora un sacco di ore, ma mi illudo che da lì in po sarà una passeggiata. Mi fiondo in discesa a tutta velocità, sperando che non finisca mai…

Quando ricomincia la pianura mi accorgo che non è finita per un cacchio! Anzi, è peggio di prima. Ormai sono veramente distrutta, vado avanti perchè non ho altra scelta ma darei qualsiasi cosa per sdraiarmi aul bordo della strada. Un sacco di tratti in falso piano con il vento dritto in faccia preciso mi spaccano. Mi è venuta l’sama da sforzo e non riesco più a mangiare (in totale…3 barrette in tutta la gara! meno male che mi sono fatta fuori un bel po’ di borracce di coca). In più i cartrelli dei km sono tutti alla czz e mi convinco di essere ancora lontanissima. Verso il 130mo km (che in realtà era quasi il 150mo) vedo un pirla in MTB, vestito da barbone, con un’aria familiare…ma è Ivan, come cavolo ha fatto a trovarmi in questo tratto di strada sperduto in mezzo al nulla? E proprio nel mezzo di una salita controvento… Comunque mi fa schiattare dal ridere, continua a urlarmi cose del tipo “vai czz vaiiii!” “non ti puoi fermare, vai cazzoooooo, usa quell’ultima molecolina, non ti fermare!!!”. Non so cosa hanno pensato quelli intorno a me, forse che era il mio personal coach che mi stava cazziando. Gli ultimi 30km infiniti. So che sono vicina e continuo a vedere cartelli che indicano Puerto del Carmen…non può mancare molto e ogni volta penso “dai ci siamo” e invece a tutti i bivi la strada da fare è in direzione opposta. Ma cacchio! E in tutto ciò devo ancora p…..re. Peccato che l’ultimo pezzo è tutto in tangenziale e dove cacchio mi fermo? Invidio gli uomini. Alla fine me ne sbatto e mi fermo praticamente in mezzo alla strada, chissene o così o muoio. Sono stanchissima, o forse non sento più niente, ma finalmente anche i 180 di bici sono al termine! Dalla luce direi che è pomeriggio inoltrato. Ah bè, devo solo correre una maratona adesso, me la sbrigo in poco tempo…ok la finirò al buio. Quando arrivo in zona cambio le bici sono quasi tutte lì, stendiamo un velo pietoso.

Tempo della bici: 8h 41′

vale

Mirador dell'Haria com'era 2 giorni prima della gara...

Mirador dell'Haria com'era 2 giorni prima della gara...

uno dei tanti, da qualche parte in mezzo al nulla

uno dei tanti, da qualche parte in mezzo al nulla

IRONMAN? – NUOTO

Saturday, May 22nd, 2010

Vorrei non essere lì, ma visto che ci sono cerco di impegnarmi. Cacchiolina l’acqua è fredda! Ed eccomi dentro al delirio. Anche se lascio passare il mondo continuo ad essere in mezzo ad un sacco di gente: czz dei bisonti, aggraziati come ippopotami mi nuotano sopra come se non ci fossi…ma andare dritti no eh? Un po’ di botte le prendo, anche perchè sono tutti uomini sigh. Meno male che almeno gli occhialini per il momento sono al loro posto (ma alla prima boa mi arriverà una bellissima manata in faccia che me li farà partire). Le boe direzionali sono lontanissime, sto facendo il giro della luna ma è impossibile stare più stretti, troppo casino. Un tipo dalle dimensioni di un armadio mi tira un calcio esagerato in faccia…azz mi schiaccio la lingua e la sensazione è quella che mi si stia staccando un pezzo! Ci penserò dopo, per il momento non sento niente (infatti il giorno dopo sarà molto peggio). La prima boa è vicinissima, per fortuna, almeno un pezzetto di strada mi sembra di averla fatta. Il tratto fino alla seconda boa invece non passa più: 800m con il sole in faccia e c’è ancora un casino di gente disordinata. Non oso guardare avanti per vedere dove sono già quelli che nuotano decentemente. Terza boa vicina! E passata la terza altri 800m fino alla quarta e alla fine del primo giro. Non vedo una cippa, tanto meno la boa, seguo gli altri e basta ma mi sembra di essere ferma. Momenti di sconforto perchè non ho ancora finito il giro e penso che tutto ciò va rifatto di nuovo, che sbatti! Inizia a bruciarmi la gola per il sale e l’acqua fredda. Per distrarmi guardo il fondo, l’aqua è limpidissima. E finalmente il primo giro finisce. Un tratto sulla spiaggia e poi di nuovo in acqua.

Non ho idea di quanto tempo sia passato perchè volutamente sono senza orologio (per evitare di deprimermi! normalmente non l’avrei mai fatto, sono veramente messa male…). Cerco di ripetermi di non pensare a niente, che tanto prima o poi deve finire e ora che si nuota meglio mi faccio il lato lungo seguendo le boette. Facile. Però inizio ad avere freddo e il secondo lato lungo è abbastanza una sofferenza: ho mal di gola e le mani congelate, non ho proprio più sensibilità. La situazione intorno a me è più tranquilla (e ci credo, mi hanno superato tutti) e mi impongo di non guardare assolutamente indietro…mi sa che non ce ne sono molti dopo di me ma non voglio saperlo. Mi sembra che sia passata un’infinità di tempo, penso agli altri che saranno in bici già da un pezzo, ma penso anche che tra poco sarò fuori, ce l’ho fatta.

Come al solito esco dall’acqua mezza rincoglionita, e pure semi-assiderata. Ivan (cavolo, non è tornato a dormire, grande!) mi sta dicendo che non ci ho messo tantissimo. Boh, a me sembrano secoli. La transizione nuoto-bici più lunga della storia, 10 minuti, un po’ perchè sono intirizzita e non molto padrona delle mie mani, un po’ perchè non ho voglia di fare sbattimenti…e poi cacchio la mia bici è in fondo alla zona cambio devo camminare 70 anni!

Tempo del nuoto (ragazzi che vergogna): 1h 30′.

vale

il casino!

il casino!

fine del primo giro

fine del primo giro


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