E chi ha voglia di correre adesso? All’inizio penso di camminare fin da subito, ma non ci sto dentro e provo a correre. Miracolo, avanzo! E non sono nemmeno così messa male, vado ad un ritmo decente (parola grossa, ma almeno vado più veloce di quanto non farei camminando, è già qualcosa). Ma so che prima o poi lo scarso allenamento si farà sentire, così “mi godo” questi momenti. E sono anche abbastanza rincuorata perchè la quantità di gente che sta camminando è esagerata, ed è pure gente bella fisicata. Comunque i primi 10km filano via lisci e mi illudo di poter continuare così fino alla fine. Già verso il 18mo km però devo rallentare (l’asma da sforzo, uffa…) e faccio un po’ di strada alternando corsa a camminata. Ma verso il 21mo basta, non riesco più a correre. Non sono stanca, le gambe sono ok, ma appena accenno a correre, anche pianissimo, arriva l’asma e il senso di schiacciamento e anche lo stomaco è messo male. Ci provo 200 volte ma niente da fare, non posso più correre.
Mi restano due giri da 10km, una cosa infinita. Il sole è ormai tramontato e col costume mezzo bagnato dal sudore sto letteralmente congelando. Almeno potessi correre per scaldarmi… Ad uno dei ristori mi faccio dare un sacco della spazzatura (pulito!) e me lo metto sulle spalle, meglio di niente anche se la scena è pietosa. Rifletto sul senso di tutto ciò e mi dico che non c’è un senso. Cosa vuol dire finirla a tutti i costi in questo modo a notte fonda, essendo andati allo sbaraglio più assoluto e senza un allenamento decente? E poi mi sento idiota a camminare avanti e indietro sul lungomare, al buio…ma questo non è sport, è una prova di sopravvivenza, una pagliacciata (oltre che una figura di m.). Così tra queste amare considerazioni sono decisa a fermarmi e mentalmente decido questo: se alla fine del giro trovo Ivan allora vado avanti e faccio anche gli ultimi 10km, se no amen, basta, fatta così ‘sta gara non ha senso.
E manco a farlo apposta arrivo alla fine del giro e chi ti becco? Ivan, sbucato da non si sa dove alle 11 di sera (io pensavo fosse in camera a dormire…). Così mantengo la “promessa” e parto per l’ultimo giro da 10, praticamente noi due ci facciamo una passeggiata (“ma guarda che devo ancora fare 10km, sicuro che ti va di accompagnarmi?”). Naturalmente Ivan fa il pagliaccio per tutto il tempo, salutando tutti quelli che dai locali o dalle case stanno guardando ‘sti poveri cadaveri finire la gara, sparando cag.te in tutte le lingue. Ovviamente mi sono subito messa la sua maglia, figata! In questi momenti giuro di smetterla con il triathlon, gli IM e le cose faticose (giuramento già dimenticato appena superato lo striscione dell’arrivo…). Tutte le cose finiscono, e meno male, e arrivo in fodno anche a questa. Ma che fatica!
Boh, in fondo sono contenta di averla finita, ma il mio orgoglio non accetta l’umiliazione…infatti giuro a me stessa (in piena coerenza con il giuramento di prima di farla finita per sempre) di tornare, ma allenata di brutto. Comunque mi aspettano 2-3 giorni di pacchia, evvai.
Tempo della corsa: 6h 02′
vale

lungomare

ustionata